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Novità normativa cavi – AICE

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Secondo l’Istat, nel solo ambito domestico, ogni anno in Italia si verificano circa 4 milioni di incidenti, di cui 241 mila imputabili a cause elettriche. I cavi elettrici sono raramente la causa di un incendio, ma quando vi sono coinvolti possono costituire un elemento di grave pericolo in ragione della loro elevata quantità e della loro diffusione in tutti gli ambienti dell’edificio.

La Commissione Europea ha deciso di considerare per i cavi la: Reazione al Fuoco e la Resistenza al Fuoco, riconoscendo l’importanza del loro comportamento al fuoco ed il loro ruolo in caso di incendio. Anche il rilascio di sostanze nocive è tra le prestazioni ritenute rilevanti per i cavi (anche se al momento non sono stati stabiliti livelli minimi di prestazioni in quanto i cavi nel loro normale utilizzo non rilasciano sostanze nocive).

I cavi sono classificati in 7 classi di Reazione al Fuoco: Aca, B1ca, B2ca, Cca, Dca, Eca, Fca in funzione delle loro prestazioni decrescenti. Oltre a questa classificazione principale, si devono considerare anche l’uso dei seguenti parametri aggiuntivi:

  • a = acidità, definisce la pericolosità dei fumi per le persone e la corrosività per le cose. Varia da a1 a a3
  • s = opacità dei fumi. Varia da s1a a s3
  • d = gocciolamento di particelle incandescenti che possono propagare l’incendio. Varia da d0 a d2.

L’appartenenza ad una determinata classe e la costanza delle prestazioni, dovranno essere controllate e certificate da organismi notificati indipendenti.

Lo schema sottostante fornisce una panoramica relativa ai 3 sistemi AVCP previsti:

AICE mette a disposizione una tabella con i risultati ottenuti in alcuni dei laboratori riconosciuti a livello internazionale:

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